L’evento di Assemblea Natzionale Sarda ha riempito in ogni ordine di posto il Teatro San Martino e ha coinvolto decine di persone nelle attività e nelle piazze del centro storico.
Si è tenuta questo fine settimana ad Oristano la seconda edizione di “Fàulas – il Festival che ribalta i luoghi comuni sulla Sardegna”. Chi sono davvero i sardi? Chi ne ha raccontato la storia e chi ne racconta il presente? Cosa di quel che si dice è uno stereotipo?
A smontarli sono stati due giorni di giochi, cultura, interviste, proiezioni, visite guidate, DJ set e musica dal vivo, ma soprattutto l’evento più importante si è tenuto al Teatro San Martino di Oristano, dove si sono tenuti gli ANS Talk, i monologhi di Fàulas. Sul palco sei esperti sardi e internazionali di diverse aree di studio hanno intrattenuto gli oltre 100 spettatori presenti in platea smontando le più comuni “fàulas” sulla politica, sulla musica, la lingua e l’identità sarda.
Gli eventi in città

Il festival si è aperto sabato 7 ottobre alle 11 con l’evento che riuniva il nostro blog d’opinione S’Indipendente e il collettivo Filosofia de Logu, il quale ha avuto come pubblico anche gli studenti dell’ITIS Othoca di Oristano. Un’occasione per parlare di stereotipi sui sardi proprio con i più giovani, dai più comuni come “La Sardegna isola delle pecore” a quelli meno immediati e meno considerati.
Nel pomeriggio interessantissimo incontro con il fisico Matteo Tuveri, nativo di Lunamatrona e ricercatore all’Università di Cagliari, accompagnato da Arianna Steri, ingegnere chimico e ricercatrice nell’ambito della fisica astroparticellare. I due, dialogando tra meccanica quantistica e tradizioni orali sarde, hanno dimostrato anche con mezzi inconsueti quali il rap e le tradizionari trallalleras che il sardo, come ogni lingua, può essere usato per parlare di argomenti scientifici. Tra uno “stampu nieddu” e un “pisitu di Schrödinger”, è stato spiegato che già esiste un linguaggio tecnico-scientifico in tanti settori della nostra vita (provate a esaminare il linguaggio di un muratore o un idraulico, non di basso livello e non tecnico a dispetto dell’immagine che si ha di tali professioni) e se non esiste si può comunque adattare il lessico sardo che di per sè ha già incluso certi termini, magari non utilizzati nei discorsi scientifici correnti.

A seguire grande successo alla proiezione dei cartoni animati, quali Hansel&Gretel e i Looney Tunes, tradotti da Àngiulu Còngiu, tanto apprezzati dai numerosissimi bambini avvicinatisi nei luoghi del festival e teatro già gremito alla proiezione dei due documentari “Orchestra in limba” e “Argento vivo”, rispettivamente delle registe Monica Dovarch e Stefania Porcheddu, entrambe presenti in sala e aperte al confronto. Tutto esaurito la sera anche al LolaMundo, dove i presenti nel locale hanno potuto cimentarsi in Sardoo, il Taboo in lingua sarda e hanno sperimentato su “Buca iscapa, origa parada” l’esercizio massivo di pratica della lingua sarda importato dai Paesi Baschi portato avanti per tutta la durata di Fàulas.
La domenica mattina invece è stata impreziosita dalla coinvolgente passeggiata guidata da Federica Marrocu, la quale è riuscita a raccontare Oristano e la storia sarda, spesso distorta, celebrata dall’odonomastica di stampo italiano nel capoluogo arborense. Spazio anche alla letteratura con sa mesa literària moderata da Manuel Cherchi che ha visto coinvolti Stefania Carta, Giorgia Luppi, Luigi Porceddu e Erre Push in un viaggio tra storie e leggende sarde.

Le due giornate son state allietate dalla musica dei DJ Nice e Gloria e concluse dal concerto di Pierpaolo Vacca e il rapper Cinotz, tutti capaci di realizzare tracce e brani che utilizzassero sonorità isolane e lingua sarda andando però oltre gli stereotipi e l’utilizzo di esse limitato alla sfera del folklore.
Il piatto principale: gli ANS Talk

L’apice di Fàulas è stato l’evento in teatro nel pomeriggio domenicale, gli ANS Talk. Ad aprire le danze, nella serata condotta magistralmente in lingua sarda dalla presentatrice e attrice Daniela Vitellaro, è stato il professore di sociologia maltese Godfrey Baldacchino che ha smontato l’idea che una terra come la Sardegna, piccola rispetto agli altri Paesi nel mondo, non possa essere un Paese sovrano. «Malta è un paese sovrano con un aeroporto di 3km di pista. Il paese è lungo 8 piste – ha fatto notare l’ex pro rettore dell’Università di Malta – ma è sovrano, indipendente e sapete di che Paese è il presidente del Parlamento Europeo? Maltese»
Altro ospite internazionale il professore francese di linguistica Marc Démont del Centre College nel Kentucky che ha illustrato come la lingua sarda non solo non sia inutile come tanti sardi pensano ma con il suo corso è riuscito a far usare il sardo ai suoi studenti stranieri come “lingua ponte” per imparare le altre lingue neolatine d’Europa, i quali non hanno neanche avuto bisogno di differenziare le varianti, percependone a differenza dei sardi la sua globale unità. Al contrario gli unici commenti negativi sono arrivati dai sardi stessi sui quotidiani e sui social in merito all’utilità del corso, a testimonianza di come ci sia ancora tanto lavoro da fare per sconfiggere questa opinione sulla nostra lingua.
La sardo-francese Noémie Podda, esperta in patrimonio culturale, ha raccontato come i costumi sardi non siano fermi in un tempo antico ma in realtà sono frutto di scambi culturali dei sardi con altre realtà nel mondo e tuttora sono in evoluzione. «La prossima volta che vedete una manifestazione con abiti tradizionali – così ha terminato il monologo l’esperta in patrimonio culturale – chiedetevi cosa state osservando, quale sia la storia dietro, guardare le vecchie foto e notare come cambiano le mode» a dimostrazione di come niente sia statico e come quindi l’abito sardo e la sua simbologia siano assolutamente contemporanei e specchio della società sarda.
L’archeologa Sara Corona ha invece ribaltato il concetto del “siamo sardi ma anche italiani”, da molti sardi sentito vero, spiegando come quel “ma” indichi proprio un conflitto tra le due identità. «È tuttora in corso un processo di neutralizzazione dell’identità sarda che ancora oggi può diventare un problema per la stabilità dell’identità italiana. Le opere di indottrinamento, con ragionamenti fino all’assurdo del “siete italiani in quanto sardi”, servono a porre l’identità sarda a un livello inferiore»
L’avvocata Marta Spada ha invece esplicato i limiti giuridici e politici dello Statuto sardo per confutare il luogo comune del “non riusciamo a usare l’autonomia, figuriamoci l’indipendenza”. «L’autonomia più che un’opportunità, al contrario diventa un limite alla prosperità dei sardi», ha dichiarato la giurista ex militante.
A concludere, l’applauditissimo intervento in sardo dell’etnomusicologo Bustianu Pilosu, che ha sconfitto l’idea del canto a tenore come un qualcosa di noioso e antiquato ma che in realtà, esso vive tuttora ovunque grazie a tanti ragazzi, dai paesi sardi fino in Giappone dove sono presenti diversi gruppi nipponici che si dilettano in questa arte specifica della Sardegna. «Questi studenti in foto sono di Orgosolo, e sono vestiti con gli abiti tradizionali contemporanei, a dimostrazione di come siano assolutamente moderni e attuali». Un occhio anche alla diversificazione del canto a tenore, segno che come ogni genere musicale esistano varietà e stili e che essi si evolvono nel tempo.
In mezzo ai monologhi anche un episodio speciale della sit-com “Angius’House” del comico Luigi Bullita, uno spot in chiave ironica contro la vergogna a parlare in sardo, mentre l’evento in teatro si è concluso con la musica elettronica contemporanea suonata con l’organetto da Pierpaolo Vacca, uno show utile a mostrare come su sonete sia uno strumento versatile e moderno e non dedicabile soltanto ai balli sardi e alla musica folk.
Lo show si è concluso con una grande festa nel foyer e i soci di Assemblea Natzionale Sarda hanno potuto dialogare con gli ospiti sull’evento e sull’attività dell’associazione e hanno dato appuntamento alla prossima edizione di Fàulas nell’autunno del 2024.
Ringraziamenti
Il festival, giunto alla sua seconda edizione, non si sarebbe potuto realizzare senza i nostri partner ufficiali Aroma Caffè, LolaMundo, Ottica Bandino, Caffè la Piazza, Old Town Pub, New Barber Cafè, Cafesino e George Hansen Web Shopping, oltre alle altre attività commerciali che ci hanno sostenuto. Gli esercenti del centro storico hanno creduto ancora una volta nella bontà di Fàulas cogliendone la sua capacità di trainare l’economia locale, un grande evento non in città ma della città. Un grazie anche al Comune di Oristano per la disponibilità e l’appoggio concessoci.
L’evento in teatro è stato il clou e non sarebbe stato possibile realizzarlo senza l’enorme lavoro di Eja TV e Radio Televisione Sarda, official broadcaster di Fàulas per il secondo anno consecutivo, che hanno documentato lo spettacolo in diretta YouTube sul nostro canale ANS TV. Al service le esperte maestranze di Music Factory di Mauro Concu, anche loro fondamentali per la riuscita dello show. Un ringraziamento speciale anche a Roberto Obili, fotografo ufficiale di Fàulas e Daniela Mancastroppa di Dyaphrama per la collaborazione.
Gli eventi non si fanno senza gli ospiti e gli esperti, sardi e internazionali, che hanno sposato il progetto e hanno fatto sì che si mettesse in campo esperienza, competenza e conoscenza in ogni singola attività del programma.
Ringraziamo le persone che in questi mesi hanno finanziato la realizzazione del festival attraverso le donazioni spontanee, piccole o grandi che fossero, e i crowdfunding. Anche ogni singola bandierina che ha abbellito le vie di Oristano non sarebbe stata possibile senza il loro supporto.
E infine un calorosissimo abbraccio e una enorme devozione a ogni singolo socio di Assemblea Natzionale Sarda che, mettendo da parte i propri impegni, si è speso negli ultimi 5 mesi per l’ideazione, la programmazione e la realizzazione di Fàulas. Un lavoro che, credeteci, ripaga ogni sforzo messo in campo per voi.
ANS non è un’entità astratta, ma è un insieme di persone che dedicano il proprio tempo libero, senza scopo di lucro, alla causa della crescita della coscienza natzionale sarda. Fàulas, così come l’organizzazione di Sa Die, non esisterebbero senza i soci, senza le persone.
Se anche tu vuoi entrare in ANS e darci una mano iscriviti qua.
Se vuoi sostenere il nostro operato, clicca qua.
