Incendio in Montiferru: un anno dopo

Un anno fa, il 23 luglio 2021, fu il giorno del grande incendio che interessò le regioni del Montiferru e della Planargia. Un disastro che mandò in fumo oltre 13 mila ettari, di cui 4 mila boschivi, e che costrinse l’evacuazione e lo sfollamento di centinaia di cittadini da 10 comuni e purtroppo danni spesso irrimediabili ad aziende e animali.

In questi 12 mesi Assemblea Natzionale Sarda ha provato a dare il suo contributo per la rinascita dei luoghi colpiti tramite una raccolta fondi in Sardex: con il ricavato abbiamo acquistato il materiale necessario alle aziende colpite, prevalentemente reti, paletti, elettropascoli e cisterne e il lavoro non si è ancora interrotto. Giusto pochi giorni fa abbiamo acquistato due vasconi antiincendio che saranno installati a breve nei comuni di Scano di Montiferro e Cuglieri. Parte dei fondi sono stati invece messi da parte per l’organizzazione di eventi culturali e corsi di formazione utili alla rinascita dei territori interessati.

Questo è ciò che ANS ha fatto e continua a fare per la ripresa di questi territori, sperando di poter vivere in futuro delle estati migliori, senza roghi che distruggono il lavoro e la vita della nostra gente.
ANS non è la sola ad aver aiutato le zone colpite: da un anno a questa parte sono sorte iniziative di ogni tipo, non solo per l’acquisto di materiali utili, ma anche per l’aiuto concreto nel territorio per la bonifica e la ricostruzione da parte di tantissimi meravigliosi volontari.

Purtroppo però la situazione in Sardegna non cambia: già dal mese scorso si contavano 1000 ettari bruciati, a luglio ulteriori roghi hanno interessato la nostra isola, uno di questi riguarda nuovamente i luoghi dell’incendio dello scorso anno. E l’estate non è ancora finita!

Di chi sono le colpe? Davvero questi incendi sono tutti da imputare a dei pazzi piromani o ancor peggio alla casualità, come è stato detto per l’incendio nel Montiferru? Quando le cose cambieranno davvero nella nostra terra? Queste sono le domande che sorgono spontanee e a cui la politica dovrebbe dare le risposte oltre che agire con i fatti.

E invece cosa hanno fatto le istituzioni? Hanno promesso aiuti che ancora, dopo un anno, non sono arrivati. Per l’ennesima volta gli abitanti della zona sono stati abbandonati in balia del destino, e la prossima volta potrebbero essere altri sardi a pagare la stessa moneta. Urge quindi un cambio di passo, servono azioni concrete oltre le Campagne Antincendio di inizio estate, inutili se non si fa prevenzione e divulgazione sul fuoco, come mesi fa ci raccontò Giuseppe Mariano Delogu, professore di Tecniche di Protezione Civile dell’Università di Sassari in una puntata di #ANStalk.

Intanto guardiamo il lato positivo: ANS e tutta la cittadinanza sarda hanno dimostrato di essere un popolo unito e solidale, a prescindere dalla politica, un popolo forte e che ha voglia di rinascere e combattere nonostante le sofferenze provocate dall’esterno, come l’olivastro secolare di Cuglieri, a distanza di un anno ancora vivo e vitale. È ora di aprire gli occhi e capire che ce la stiamo già facendo da soli e che con volontà, partecipazione e coscienza natzionale il futuro della Sardegna sarà sempre più radioso, nonostante tutto.

E tu sei pronto a metterti in gioco?

Guarda la puntata di #ANStalk “Fogu amigu o inimigu?” con ospite Giuseppe Mariano Delogu, professore di Tecniche di Protezione Civile (UNISS)
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