Sa Die 2024 a Sassari: svelato il monumento ai Rivoluzionari Sardi

Il 28 aprile nel capoluogo turritano è stato installato e inaugurato, anche con la collaborazione di Assemblea Natzionale Sarda, l’omaggio ai patrioti della Sarda Rivolutzione nel luogo dove venivano impiccati tra il 1796 e il 1802

A Sassari, di fronte al liceo Artistico Filippo Figari, tra via Quarto e Largo Don Leonardo Carboni, c’è un fazzoletto di verde, con un albero di agrumi dove usualmente i ragazzi del liceo la mattina si fermano lì prima di andare a scuola. Un luogo che fino all’anno scorso era noto come “il pisciatoio” e versava nel degrado e nell’incuria. Già dal 2023 Sa Domo de Totus assieme a una gruppo di associazioni, tra cui Assemblea Natzionale Sarda, ha adottato quest’area ripulendola e rendendo dignità al luogo dove in piena Sarda Rivolutzione venivano giustiziati i patrioti sardi che lottavano contro la dominazione sabauda.

In occasione de Sa Die de Sardigna 2024 si è fatto un ulteriore step nella rivalorizzazione di questo luogo determinante della storia sarda. Grazie a Sa Domo de Totus, Assemblea Natzionale Sarda, Collettivo Universitario Indipendente Bardana, Teatro S’Arza, Intergremio, COBAS Sardegna e le Messaggerie Sarde domenica infatti è stato svelato il monumento a loro dedicato: un totem in Cor-ten sul quale sono stati apposti i nomi degli otto rivoluzionari lì giustiziati, progettato dal docente del liceo Artistico Vittore Loriga.

Alla cerimonia, seguita da un numeroso pubblico, sono intervenuti il vice sindaco del Comune di Sassari Antonello Sassu, il docente Cristiano Sabino del Liceo Figari, il presidente dell’Intergremio Fabio Madau, lo storico Federico Francioni, il ricercatore Piero Atzori e la scrittrice Franca Pirisi.

Dove c’erano erbacce e spazzatura ora c’è un giardino. Dove dominava la damnatio memoriae dei rivoluzionari sardi ora c’è un monumento che porta i loro nomi. Dove dilagava negazione e rimozione ora c’è un progetto capace di raccontare Sa Sarda Rivolutzione ai ragazzi e alla città.

Ecco il testo bilingue (sardo e sassarese) che campeggia a futura memoria per ridare vita a ciò che si voleva eliminare e obliare per sempre:

Giardinu de sa Sarda Rivolutzione

In sos annos 1796, 1797, 1802

in custu logu sunt mortos in sas furcas, pustis de àere gherradu pro sa Repùblica Sarda contra a su feudalèsimu, òmines de gabale: artesanos, cummertziantes, notàrios.

I’ l’anni 1796, 1797, 1802

In chisthu loggu

Ommini d’indillèttu, arthigiani, buttreàggi, nutai, chi abiani cumbattùddu contr’a lu feudaresimu e pa’ la Repúbrigga Sardha, murísini i’ li forchi.

Issos sunt / Eddi so:

ANTONI VIZZENTI PETRETTO,n. 29.7.1767, † 6.10.1796,

GIUANN’ANTONI MARELLAS,n. 23.10. 1752, † 29.3.1797,

FILIPPU SERRA, n. 24.1.1763, † 6.4.1797(?),

SARVADORE QUESSA, n. 19.6.1766(?), † 6.4.1797(?),

GASPARRU SINI,n. ca. 1771, † 22.4.1797,

GIUANNE PINTUS,TOPU,n. 31.7.1767, † 6.9.1797,

LUISI MARTINETTI,n. 30.1.1773, † 12.7.1802,

FRANCISCU ZILLOCU (CILLOCCO),n. 20.12.1769, † 11.8.1802.

Onore e memòria eterna

a custos màrtires de Sardigna

L’inaugurazione del Monumento in via Quarto è stato il culmine dei festeggiamenti di Sa Die de sa Sardigna a Sassari, la quale nel programma aveva anche un lavoro teatrale intitolato “Sa Sarda Rivolutzione raccontata ai ragazzi. Parole, musica e teatro per fare rivivere un’idea di libertà ai sardi”, svolto nei giorni precedenti e che ha coinvolto circa 400 studenti del liceo Artistico Figari (che hanno anche realizzato le locandine dell’evento), del liceo classico, musicale e coreutico Azuni e del liceo Margherita di Castelvì. I ragazzi infatti hanno interpretato brani musicali e testi letterari legati al movimento antifeudale e antipiemomtese che infiammò le campagne e le città della Sardegna tra Settecento e Ottocento. Al termine è stato messo in scena col Teatro d’Arza lo spettacolo “I Gremi nella Sarda Rivolutzione” con regia di Romano Foddai, portato poi il 27 per le strade di Sassari.

10 associazioni coinvolte, 3 scuole e 400 studenti per 3 eventi in totale, con nessun finanziamento pubblico richiesto ma solo grazie alle donazioni spontanee e al supporto morale, logistico e intellettuale di chi crede che una nuova libertà per i sardi sia possibile.

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