Si è tenuto giovedì 11 giugno un interessante incontro online tra Assemblea Nazionale Sarda (ANS) e gli attivisti di Noiland, collettivo indipendente e indipendentista del Sudtirol. E’ stato un ponte ideale tra il Mediterraneo e le Alpi, unito dal filo rosso dell’autodeterminazione e della ridefinizione dei confini statali. Al centro del dibattito, il libro programmatico scritto dal collettivo sudtirolese: “E se il Sudtirol diventasse uno stato?”.
Due territori, una riflessione comune sulla sovranità
L’incontro tra Assemblea Nazionale Sarda (ANS) e Noiland ha offerto uno spazio di confronto inedito tra due realtà apparentemente distanti, ma accomunate – all’interno dello Stato italiano – dallo status di Regione a Statuto Speciale e da un forte senso di identità storica e culturale.
Durante la diretta, i membri di ANS e i portavoce di Noiland hanno aperto un dialogo sul significato che assume oggi, nel cuore dell’Europa, la discussione attorno agli attuali assetti geopolitici. Il confronto si è sviluppato non solo sul piano teorico, ma anche su scenari concreti, toccando temi quali economia, gestione delle risorse, bilinguismo e modelli di governance partecipativa.
Dopo una breve introduzione di Riccardo Pisu Maxia, Alessandro Cuccu, coordinatore di ANS con delega all’internazionalizzazione, ha guidato la conversazione insieme a Harald Mair e Marco Manfrini, delineando anzitutto il quadro storico e politico entro cui si colloca la questione sudtirolese. Il dibattito si è soffermato sulle radici storiche del rapporto tra Südtirol e Stato italiano e sull’attualità del tema dell’autodeterminazione, interrogandosi sul perché questa discussione stia tornando oggi al centro del confronto politico e culturale.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’impostazione del libro “E se il Sudtirol diventasse uno stato?” e al metodo adottato dagli autori, accomunati da un interesse condiviso per la politica, la storia del Sudtirolo e le diverse forme di autodeterminazione sociale e politica. La conversazione ha approfondito il tentativo di superare le tradizionali contrapposizioni ideologiche tra indipendentismo e autonomismo, esplorando approcci e categorie interpretative capaci di leggere la complessità del presente.
Un passaggio significativo dell’incontro ha riguardato poi lo Statuto di autonomia sudtirolese, affrontato sia nei suoi punti di forza sia nei suoi limiti strutturali. Il confronto ha toccato il rapporto tra autonomia e prospettive future del territorio, anche alla luce delle recenti evoluzioni normative e del dibattito sul grado di sovranità concretamente immaginabile nel contesto europeo contemporaneo.
Ampio spazio è stato riservato anche agli aspetti economici, con una riflessione sulle condizioni di sostenibilità di un eventuale progetto statuale, sulle opportunità e fragilità di un sistema economico fortemente territoriale e sulla capacità di garantire equilibrio fiscale e sviluppo nel lungo periodo.
Uno dei nuclei più interessanti della discussione ha riguardato il rapporto tra lingua, identità e pluralismo. Il confronto ha esplorato il ruolo della trasmissione linguistica nella costruzione di una comunità consapevole di sé, interrogandosi su come il multilinguismo possa rappresentare non un elemento di divisione, ma una risorsa culturale e identitaria. Parallelamente, si è riflettuto sulle modalità attraverso cui si costruisce una coscienza collettiva in società in cui lingua e appartenenza non vengono più necessariamente ereditate in modo automatico.
Infine, il dialogo ha affrontato il tema della partecipazione democratica e della costruzione del consenso in società plurali e multilivello, soffermandosi sulle sfide che ogni percorso di maggiore sovranità pone a territori caratterizzati da pluralità linguistiche, culturali e politiche. In questa prospettiva, il confronto tra Südtirol e Sardegna ha offerto spunti di riflessione più ampi sul rapporto tra comunità culturale, rappresentanza politica e autodeterminazione nel contesto europeo attuale.
Gli interventi e il valore del confronto
Nella parte finale dell’incontro Alessandro Cuccu ha chiamato in causa Danilo Lampis, autore insieme a Enrico Lobina del volume Tramas de Soberania, in cui si affrontano studi e proposte per un nuovo Statuto della Sardegna. Ha partecipato all’incontro anche Caterina Tani, segretaria di LibeRU.
Nicola Piu, Presidente di Assemblea Natzionale Sarda, non ha fatto mancare il proprio saluto sottolinenando che per ANS, ospitare e dialogare con il collettivo Noiland rappresenta un tassello fondamentale per l’internazionalizzazione della questione sarda. “Confrontarci con altre realtà europee che praticano il diritto all’autodeterminazione ci permette di capire che le nostre rivendicazioni non sono isolate, ma fanno parte di un dibattito globale e modernissimo sulla gestione dei territori e delle comunità”.
Dall’insularità marittima della Sardegna all'”insularità” montana del Sudtirol, il dibattito ha evidenziato come la richiesta di maggiore sovranità nasca spesso dalle stesse necessità: la tutela dell’ambiente, la valorizzazione della lingua locale e il desiderio di un modello economico più sostenibile e meno dipendente dalle decisioni centrali di Roma.
I punti chiave del libro “E se il Sudtirol diventasse uno stato?”
Il volume firmato da Noiland non è dunque un’utopia, ma un’analisi pragmatica che solleva interrogativi cruciali:
– La fattibilità economica: come si sosterrebbe una repubblica sudtirolese indipendente?
– Il superamento dei modelli etnici: la proposta di una convivenza paritaria tra i gruppi linguistici (tedesco, italiano e ladino)
– La collocazione europea: quale ruolo avrebbe il Sudtirol all’interno dell’Unione Europea?
I dettagli su come reperire il libro sono disponibili su Noiland.
Prospettive future: una rete di territori in cammino
L’evento online si è concluso con l’auspicio, da parte di entrambe le sigle, di continuare a tessere questa rete di cooperazione e scambio culturale. Il libro di Noiland, in questo senso, funge da stimolo anche per il contesto sardo, spingendo attivisti e cittadini a immaginare, dati alla mano, scenari futuri di reale autogoverno.
Purtroppo non è disponibile un video dell’incontro ma non escludiamo di riproporre l’iniziativa in futuro.
