CAGLIARI | Commemorazione dei martiri della Sarda Rivolutzione

Commemorazione dei martiri

Omaggio alla Stele di Palabanda

Assemblea Natzionale Sarda e Corona de Logu alle ore 11:00 del 28 aprile ricorderanno i sardi morti per la libertà. Deponendo dei fiori davanti all’Arco di Palabanda (Corso Vittorio Emanuele 245) a ricordare simbolicamente nel luogo dell’omonimo tentativo di rivoluzione, i martiri morti nel periodo rivoluzionario sardo, prima, durante e dopo “Sa Die”.

Per molto tempo se ne è parlato in tono minore o addirittura con un’ombra di sospetto. Quella avvenuta a Palabanda, in una località all’epoca fuori Cagliari, è stata bollata a volte come “congiura”, altre come “sedizione”. Recenti studi hanno invece messo in luce come nel 1812 ancora ribollivano in tutta la Sardegna gli animi dei rivoluzionari angioyani che non avevano certo messo in un cassetto il sogno di una Sardegna repubblicana e libera dal giogo di feudatari e piemontesi. 

In effetti il tentativo di rivolta di Palabanda fu l’ultimo atto di ribellione intrapreso dai Cagliaritani contro i Savoia e il loro regime oppressivo. Erano gli anni in cui la Corte regia era di stanza a Cagliari a causa delle guerre napoleoniche e la popolazione sarda era stremata dalle tasse per mantenere il fasto del Re Vittorio Emanuele I e di tutti i nobili. Tuttora si usa dire “famini de s’annu doxi” (la fame del ’12), proprio come riferimento diretto alle conseguenze della miseria generata dalle politiche piemontesi.

Carestia, crisi economica ed epidemie generarono l’ennesima ribellione dei sardi contro il governo sabaudo e fu pertanto un tassello, l’ultimo, inserito in quel cammino rivoluzionario iniziato proprio con la resistenza antifrancese a Quartu, la compilazione delle 5 domande e la cacciata dei funzionari regi il 28 aprile del 1794.

Palabanda non fu una mera congiura di Palazzo lo si evince dal fatto che in quel luogo si ritrovarono con le armi in pugno popolani e intellettuali, professori universitari e conciatori di pelli, operai e dottori in giurisprudenza. Il Popolo sardo: un insieme eterogeneo di persone di cultura e semplici cittadini semplicemente stanchi di subire “sa tirannia de is piemontesos”.

Ecco spiegato perchè venerdì prossimo, in occasione delle celebrazioni di Sa die de sa Sardigna, “Giornata del Popolo sardo” ufficialmente istituita dal Consiglio regionale della Sardegna proprio 30 anni fa, l’associazione Assemblea Natzionale Sarda e l’insieme degli amministratori indipendentisti riuniti nella Corona de Logu, ricorderanno i sardi sorpresi dalle guardie regie appena prima che la rivolta avesse inizio e trucidati davanti alla porta di Palabanda.

Le due associazioni deporranno una corona di fiori nel luogo dove oggi sorge una lapide a perenne memoria di quei sardi che non si arresero davanti alla restaurazione e che continuarono a progettare un futuro di libertà e sovranità. Durante la commemorazione ci sarà un momento musicale con la partecipazione di FrankFais.

Alle 12:00, all’Orto Botanico in viale Sant’Ignazio da Laconi ANS e Corona de Logu renderanno omaggio alla Stele in onore dei martiri di Palabanda, collocata proprio nel luogo dove si fece la Storia.

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