Gli eventi culturali de Sa Die 2025: momenti di riflessione e condivisione sulla storia e la cultura sarda

Durante il tour è emerso come la gran parte dei nomi delle vie e delle piazze siano dedicati a esponenti sabaudi nonostante Cagliari sia stata al centro di rivolte e moti popolari contro i piemontesi, prima e dopo Sa Die de sa Sardigna. Si può dire che l’odonomastica abbia avuto un ruolo nel processo di italianizzazione della Sardegna in quanto, dopo l’unificazione del territorio, alle città del nuovo regno vennero dispensati ex decreto nomi di eroi e battaglie risorgimentali per creare una comune cartografia di appartenenza.

Ha pertanto un peso politico molto importante: gli indirizzi non sono solo strumenti amministrativi, ma rappresentano la nostra eredità storica e culturale. E soprattutto raccontano di come il potere si sia evoluto nel corso del tempo, quindi, quali parti della storia guidano il presente. Sembra un argomento neutro, quindi all’inizio desta curiosità. Ma diventare consapevoli di come la memoria della sarda rivoluzione, ad esempio, sia così poco presente o relegata a vie non centrali, fa sicuramente riflettere.
Al termine del tour, Federica ha voluto leggere a voce alta i nomi dei martiri di Palabanda: un gesto che potesse restituire alle nostre orecchie dei nomi (e assieme a loro) dei fatti con cui stiamo perdendo il contatto. Questa era la seconda edizione e quest’anno, per la prima volta, il tour è stato fatto in lingua sarda. Questo evidenzia, ancora una volta, quanto ANS ritenga importante che il sardo venga usato in ogni contesto e le visite guidate sono un’occasione importante per “normalizzare” l’uso del sardo.

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